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Demoni e meraviglie, venti e maree, lontano già si è portato il mare!
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Benvenuti!


 

Le Porte Scee erano poste a difesa delle invalicabili mura che circondavano Troia, testimoni degli episodi più belli narrati nell’Iliade… Il luogo in cui avvengono incontri, ci si scambiano saluti, ci si regala addii e  in cui gli eroi si lanciano sfide…


About me
:


Sono Daniela, e contrariamente a tutte le (mie) aspettative c'ho già 26 anni suonati °_°
Fisicamente vivo a Brindisi, la città dei 7 venti ma soprattutto delle 1000 contraddizioni, ubicata in Puglia ma più precisamente nell'Alto Salento (va di moda ultimamente, nn sei IN se nn specifici la salentinità). Cmq in questo posto nn ci  passo molto tempo, preferisco gettarmi a capofitto nella fantasia e pensare di essere a Bora Bora a vendere cocchi per convincermi di star quì giusto in via temporanea.
Quando il lavoro, lo studio e tutte le varie ed eventuali me lo permettono, raccolgo tutto e viaggio.
Per adesso la meta la decidono i soldi e il tempo a disposizione, ma piano piano, girerò il mondo :D

Trascorro il mio tempo nella speranza di riuscire a laurearmi prima che il cavaliere dell'Apocalisse venga a sterminarci tutti, ma chi la dura la vince, lo dimostrerò. Intanto lavoro, anzi più precisamente mi distruggo di lavoro. Così almeno cerco di corrompere il Cavaliere con una mazzetta.

e-mail: leportescee@yahoo.com
 

Libri preferiti:

Cime Tempestose (Emily Bronte)

Annus Mirabilis (Geraldine Brooks)

Teorema (Pierpaolo Pasolini)

E le stelle stanno a guardare (A.J Cronin)
Cent'anni di solitudine (Gabriel Garcìa Marquez)

Sul comodino in questo periodo:

       

 

Film preferiti:

Barry Lindon (Stanley Kubrick)

Non ci resta che piangere (Benigni & Troisi)
Nuovo Cinema Paradiso (Giuseppe Tornatore)

Kukushka (Alexander Rogozhkin)
Jeux d'enfants (Yann Samuell)

 

"Disapprovo quello che dite,
ma difenderò fino alla morte
il vostro diritto di dirlo"
François Voltaire


Passioni: 







                LUI



E' la speranza del mio domani
gli occhi con cui è più facile
guardare il mondo,
il sole dei giorni felici
e la luna delle notti tranquille.
Lui è il mondo che mi gira intorno,
l'abbraccio caldo del conforto
e il sorriso della serenità.


          Io aderisco allo:


 

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Letteratura
1visite.

9 settembre 2005

La ballata del vecchio marinaio - T.Coleridge (1798)


Un vecchio marinaio ferma l’ospite di un matrimonio che sta per recarsi alla cerimonia nuziale e chiede attenzione. Questi è infastidito e vorrebbe andar via ma gli occhi scintillanti del vecchio lo catturano e quindi siete rassegnato su una pietra, pronto ad ascoltare.


Il marinaio inizia col raccontare del giorno in cui, senza motivo, aveva ucciso l’albatros che poco prima, volando al di sopra della loro nave durante una tempesta subito dopo placata, era stato acclamato quale loro salvatore. Dopo l’orrendo e ingiustificato delitto, la nave era stata sorpresa da una spaventosa secca, in balia della fame, della sete e dei mostri marini, e il resto degli uomini aveva maledetto l'assassinio, rinnegando la loro complicità. Poco più tardi la ciurma era stata raggiunta da 2 spettri che avevano giocato a dadi le loro vite. La Morte aveva vinto la ciurma. La Morte in Vita aveva vinto il marinaio assassino.



Condannato alla solitudine e al peso della colpa, il marinaio trascorreva il tempo guardando il mare illuminato dalla luna. Circondato solo dalla morte e dall'angoscia, i suoi occhi potevano finalmente vedere ciò che prima nn erano in grado di cogliere: i serpenti marini, che una volta lo ripugnavano, avevano splendide code luccidanti che affioravano dall'acqua nera. In quell'occasione gli parvero talmente belli da benedirli.  

Da quel momento, la Natura iniziò ad offrire il suo aiuto: il vento ricominciò a soffiare, e i cadaveri degli altri marinai divennero dolcissimi angeli pronti a spingere la nave fino al suolo natìo. La maledizione era caduta e il marinaio, riacquisito il legame con la Natura, si sentiva alleggerito.
 Aiutato e portato a terra da un eremita, viene da lui condannato ad espiare la colpa errando e raccontando la triste storia agli uomini che come lui avevano bisogno di espiare gravi colpe.
Il marinaio diviene dunque capace di riconoscere gli uomini a cui parlare, e loro restano ipnotizzati dal magico potere di attrazione che gli occhi del marinaio esercitano.

Dopo il racconto, l'ospite, prima sgarbato e impaziente, si alza e si allontana, abbandonando il proposito di entrare in Chiesa. Egli era divenuto “più triste, ma più saggio…”




permalink | inviato da il 9/9/2005 alle 18:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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